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Il Villaggio del Fanciullo in missione in Senegal

La Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo in missione per sviluppare due progetti umanitari. Nelle scorse due settimane, la Fondazione è stata impegnata in una missione umanitaria nel Sud del Senegal, in collaborazione con l’Associazione di volontariato Kalambeno. Tale iniziativa si colloca all’interno dei progetti previsti dalla Fondazione in qualità di ONG.  

In Senegal la Fondazione è stata impegnata su due fronti. Il primo progetto vuole rispondere al bisogno di esami diagnostici gratuiti in un contesto dove la sanità è a pagamento e i mezzi diagnostici carenti. Presso l’Hopital de la Paix, nella città di Ziguinchor, la Fondazione ha consegnato due ecografi portatili e ha gestito la conseguente formazione del personale sanitario al loro uso.

Il secondo progetto è stato realizzato nel villaggio di Oussouye, all’interno del laboratorio di gelateria già ristrutturato nei mesi scorsi dalla Fondazione in collaborazione con la Società Carpigiani di Bologna e l’Associazione Kalambeno. L’obiettivo è quello di sviluppare l’imprenditoria femminile e creare nuovi posti di lavoro attraverso la formazione professionale alla produzione del gelato.

“L’investimento della Fondazione in questi progetti - afferma il direttore generale Patrizio Lamonaca, di rientro dal Senegal - dimostra come il Villaggio del Fanciullo stia consolidando ed ampliando i propri orizzonti operativi. L’auspicio è di contribuire concretamente allo sviluppo di un contesto in difficoltà attraverso l’esperienza solidale del territorio ravennate: la spedizione è servita anche a pianificare altre iniziative future, allo scopo di consolidare l’attività della Fondazione all’interno della Casamance, la regione più meridionale e una delle pèiù povere del Senegal”.

La delegazione italiana che ha partecipato alla missione era composta – oltre che dal direttore generale della Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo, Patrizio Lamonaca – da Ivana Mantovan, educatrice della Fondazione; dai medici Andrea Verhovez, Fabrizio Elia, Paola Molino e Giovanna Casoli degli ospedali San Giovanni Bosco e Martini di Torino; da Alessia Dorazio, infermiera dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino; da Carla Goggioli, volontaria e vice presidente dell’associazione Kalambeno; e da Marie Ange Diagne, infermiera e presidente dell’associazione Kalambeno.

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